lunedì 13 luglio 2015

STORIELLA #1



C'era una volta Racchiottella, una principessa molto simpatica (per non dire che era brutta), follemente innamorata del principe Tergiversa. Ne era così innamorata che la mattina guardandosi allo specchio vedeva riflessa l'immagine dell'amato.
Passava tutte le sue giornate a pensare come compiacere la sua dolce metà, un po' perché la sua educazione sentimentale si basava sulla visione di intere stagioni in streaming di Principi&Nobildonne, e un po' perché aveva tanto bisogno di affetto, visto che fino ad allora gli unici a parlare con lei erano gli amici invisibili del sabato sera. Il primo stipendio semiserio da reale lo spese quasi tutto in regali per il principe e con quel che le restò si comprò un bel paio di occhiali, per aumentare il coefficiente di bruttezza e raggiungere il livello Racchia2.0.
Il caro principe, che aveva ben chiara la delicata situazione psicologica in cui versava la compagna, non si perse d'animo e iniziò a sfruttarla nei modi più disparati: - Cara, se potessi uscire con quella lì, capirei davvero quanto tengo a te! – le diceva. Racchiottella era sì una princicessa, ma non era fessa: scambiava i ripetuti tradimenti dell'amato con regali via via più costosi: chi glielo faceva fare di lasciarlo? Il suo amore sarebbe bastato anche per lui, che già era stato così gentile da pigliarsela sul groppone, brutta com'era.

Racchiottella e Tergiversa dopo soli ventun'anni di fidanzamento alla fine si sposarono, e fu il matrimonio più bello e sfarzoso dell'intero reame: il popolo tutto fu invitato ai baccanali che durarono per settimane e settimane, concludendosi con l'annuncio dell'imminente arrivo di un erede.
I nove mesi volarono in fretta, così in fretta che ne bastarono sette per darlo alla luce e verificare con gioia che non aveva ereditato ne' i tratti della madre ne' quelli del padre, bensì quelli dello stalliere di corte, di cui non si ebbero più notizie da quel medesimo giorno.
Dopo il parto però la Reginella si era un pochino lasciata andare, piangeva e si ingozzava a più non posso, fino a raggiungere il regale peso di 191 chilogrammi che le impediva di fatto di uscire dalla sua camera. Il Re non si perse d'animo: crebbe il principino con l'aiuto di diverse puericultrici, selezionate con dovizia nei diversi concorsi di bellezza che indiceva su e giù per il regno (lavoro che lo teneva molto occupato, poverino), e regalò alla moglie un intero staff di sole donne addette al recupero prettamente fisico della sovrana: palestra-dieta-botulino, corsetta-digiuno-bisturino, e così via per mesi e mesi.

La magnanimità del sovrano fu ampiamente ricompensata e nel giro di tre anni Racchiottella divenne una strafiga imperiale, tanto che Tergiversa stentava a riconoscerla! Cara, - le disse, - forse dovremmo iniziare a pensare di andare a vivere insieme. -
Racchiottella aveva il cuore che le scoppiava di vita: finalmente il suo amato iniziava a considerarla, tutto merito del suo nuovo aspetto: non era vero che i soldi davano la felicità, bastava sfondarsi di palestra e soffrire la fame e tutto le sarebbe stato concesso! L'occasione meritava un selfie con bocca a culo di gallina che celermente postò sulla pagina ufficiale facebook della casata.
Successe però un fatto alquanto inspiegabile: il Re Tergiversa sparì e per dodici giorni Racchiottella non ebbe notizie di lui. Quando fu ritrovato chiese un incontro segreto con la consorte nel giardino della residenza estiva. Appena la vide le sparò tre colpi di rivoltella e scappò di nuovo, questa volta per sempre.

Miracolosamente Racchiottella si salvò ed ora pare che passi le sue giornate divisa tra palestra e principino, che le sembrava non esser l'unica cosa buona che fosse riuscita a fare.