lunedì 15 luglio 2013

"Fiducia nell'acqua"


Quella dell’acquerello non è una tecnica, ma un modo di vedere le cose. Quando si dipinge ad acquerello non si è soli, mai. In nostra compagnia  c’è lei: l’acqua. Ora non voglio star qui a convincervi delle mie idee, non sono il tipo, ma ho bisogno di scrivere queste due righe.





Il percorso di vita che mi ha portato all’illustrazione, è stato abbastanza  tortuoso e inusuale. Un paio d’anni fa mi dedicai con passione al Feng Shui e alle discipline olistiche correlate. Ho sempre avuto una forte spiritualità, solo che l’avevo messa da parte, delusa da un cattolicesimo sempre più ostinato e chiuso nei suoi dogmi. Vengo a conoscenza della teoria di Masaru Emoto sulla coscienza dell’acqua e l’abbraccio pienamente. “Il professor Emoto ha documentato fotograficamente il fatto che i cristalli assumono una forma armonicamente simmetrica o, al contrario, caotica e disordinata, in conseguenza dell’ inquinamento dell’ acqua stessa e della presunta “energia” a cui sarebbero esposti; sia essa sotto forma di suono (voce, musica), parola scritta (etichetta applicata a una brocca) o di pensiero”. Sul web ci sono diversi video a riguardo come questo:



La civiltà occidentale stenta a concepire tali teorie e non perde tempo ad etichettarle come pseudoscientifiche. Basta fare una rapida ricerca della parola acqua su wikipedia, per rendersi conto che l’unico modo in cui viene analizzato questo elemento è quello matematico/fisico. Io credo che come al solito ci soffermiamo solo alla pelle, per semplicità di comprensione. Non voglio argomentare oltre il necessario questa mia convinzione, perché non ci sono parole che possano decifrare ciò che io sento dentro di me. Ma una cosa posso farla: proporvi questo tutorial di GiPi:




Avere fiducia nell’acqua, cantarle una canzone, essere gioiosi, non perdere la pazienza, “smadonnare” allegramente, sono cose che gli acquerellisti fanno inconsciamente. Il loro inconscio sa che a dipingere non sono solo loro, ma anche lei: l’acqua. Bisogna trattarla bene, coccolarla, e non pianificare nulla, basta l’intenzione (come dice Ulla, la mia insegnante di tai chi). Il resto poi verrà da se.